Responsabilità del farmacista per latte in polvere scaduto

Va assolto da ogni responsabilità il farmacista che consegna latte in polvere ai genitori di un neonato che, dopo averlo assunto, aveva accusato dolori addominali e febbre.

Questa l’opinione della Corte di Cassazione.

Secondo i Giudici se le manifestazioni di una patologia che si assume derivare dalla condotta incriminata possono essere, in realtà, ricondotte anche a fattori di natura diversa ed estranea, non é possibile pervenire alla condanna.

responsabilità

Il reato contestato è quello previsto dall’art. 444 c.p., sotto la rubrica «Commercio di sostanze alimentari nocive», che punisce la condotta di chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica.

Nel caso specifico all’imputata, nella sua qualità di titolare della farmacia, era stato addebitato di avere posto in commercio, sostanze alimentari nocive (una confezione di latte in polvere per lattanti scaduta da qualche mese) per colpa consistita nell’omesso controllo della validità dei prodotti messi in vendita.

Secondo i Supremi Giudici la dicitura secondo la quale il prodotto doveva essere consumato preferibilmente entro una certa data ha, effettivamente, una specifica rilevanza agli effetti della prova del reato.

Sul punto occorre ricordare che la commercializzazione di prodotti alimentari confezionati per i quali sia prescritta l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro iI…”, o quella “da consumarsi entro iI…” non integra, ove la data sia superata, alcuna ipotesi di reato, ma solo l’illecito amministrativo di cui agli artt. 10, comma settimo, e 18 del D.Lgs. n. 109 del 1992.

Allora la rilevanza della condotta della farmacista è legata alla pericolosità in concreto: é sostanzialmente necessario che gli alimenti abbiano, in concreto, la capacità di arrecare danno alla salute.

La Cassazione ha affermato quindi che manca la prova del cattivo stato di conservazione del latte scaduto e della riconducibilità dei disturbi presentati dal bambino all’assunzione del suddetto alimento.

Cassazione penale, sezione IV, sentenza 11 aprile 2018, n. 16108

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