Privacy video privato si può produrre in giudizio?

Diritto a difendersi in giudizio e diritto di impedire che immagini o fatti della vita privata vengano diffusi senza il consenso del titolare

In materia di reati a tutela della privacy, la Corte di Cassazione si è soffermata sul tema dei rapporti tra diritto a difendersi in giudizio e diritto di impedire che immagini o fatti della vita privata vengano diffusi senza il consenso del titolare dei dati sensibili oggetto di diffusione.

privacy video
Ph: Josh Hallett, lic. CC

La vicenda riguardava infatti un CD ritraente un uomo ed una donna in atteggiamenti intimi, casualmente rinvenuto da un amico di famiglia nell’abitazione coniugale di una coppia di amici. Il video veniva poi consegnato alla moglie di quest’ultimo, che lo aveva a sua volta prodotto nel conseguente giudizio civile di separazione.

I Supremi Giudici hanno poi ritenuto corretta l’assoluzione dall’art. 167, d.lgs. n. 196 del 2003 della Corte di appello motivata sul fatto che la produzione in giudizio del CD non costituisce violazione della disciplina in tema di protezione dei dati personali con conseguente insussistenza del reato di trattamento illecito di dati personali.

Infatti è legittimo difendersi in giudizio utilizzando gli altrui dati personali.

Resta tuttavia il divieto, incondizionato, di trattare il dato sensibile relativo all’attività sessuale quando il diritto non sia di rango pari a quello dell’interessato, ovvero non consista in un diritto della personalità o in altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile.

Cassazione penale, Sez. III, sentenza 19 luglio 2017, n. 35553

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